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Attenzione: qui troverete alcune introduzioni degli argomenti che tratteremo in Eagle Sera. Per vedere i nostri articoli andate alla pagina

Articoli


DIVERTIMENTO

Ultimamente la Paramount ha pubblicato una nuova serie fantascientifica: STAR TREK DISCOVERY!!!

Sono previste 3 stagioni (la prima e la seconda sono già in commercio mentre la terza è ancora in lavorazione).

Le vicende sono ambientate 10 anni prima di quelle di un' altra celeberrima serie della Paramount: Star Trek The originals series.

Ecco la lista episodi della prima stagione:

nº Titolo originale Titolo italiano Prima TV USA  Prima TV Italia

1The Vulcan HelloIl saluto vulcaniano24 settembre 201725 settembre 2017

2Battle at the Binary StarsLa battaglia delle stelle binarie

3Context is for KingsIl contesto è per i re1º ottobre 20172 ottobre 2017

4The Butcher's Knife Cares Not for the Lamb's CryAl coltello del macellaio non interessa il lamento dell'agnello8 ottobre 20179 ottobre 2017

5Choose Your PainScegli il tuo dolore15 ottobre 201716 ottobre 2017

6Lethe[3]Lete22 ottobre 201723 ottobre 2017

7Magic to Make the Sanest Man Go Mad[3]Toglie di senno fin anche i più saggi29 ottobre 201730 ottobre 2017

8Si Vis Pacem, Para Bellum[3]Si vis pacem, para bellum5 novembre 20176 novembre 2017

9Into the Forest I Go[3]Nella foresta mi addentro12 novembre 201713 novembre 2017

10Despite YourselfVostro malgrado7 gennaio 20188 gennaio 2018

11The Wolf InsideIl lupo dentro14 gennaio 201815 gennaio 2018

12Vaulting AmbitionSfrenata ambizione21 gennaio 201822 gennaio 2018

13What's Past Is PrologueIl passato è il prologo28 gennaio 201829 gennaio 2018

14The War Without, The War WithinLa guerra fuori, la guerra dentro4 febbraio 20185 febbraio 2018

15Will You Take My Hand?Mi prenderai per mano?11 febbraio 201812 febbraio 2018




MERAVIGLIE DELLA TECNICA

LA FERRARI CONQUISTA IL PRIMATO: LA NUOVA FXXK EVO DA 1050 CAVALLI VAPORE E DA 458 Km ORARI E' L'AUTO DALLE SPECIFICHE PIU' STRAORDINARIE AL MONDO!

Un gioiello del Cavallino Rampante da 4 milioni di euro

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Ferrari FXX-K Evo - Ferrari presenta la FXX-K Evo, versione evoluta della hypercar FXX-K che può essere guidata solo in pista ed esclusivamente nei test previsti dal Casa di Maranello nell'ambito del "Programma XX". La FXX-K Evo, che dispone di tecnologia Kers derivata dalla Formula 1, è spinta da motorizzazione ibrida da 1.050 CV e 900 Nm di coppia. Il prezzo della nuova hypercar di Maranello è di 4 milioni di euro.

PER POCHISSIMI E' la Ferrari più esclusiva in assoluto, e non solo perché costa 4 milioni di euro. Soprattutto perché non la puoi guidare su strada tanto è estrema (non è omologata), e nemmeno mettertela in garage. Entri nel cosiddetto Programma XX, poi quando la vuoi chiami Maranello e Ferrari ti porta l'auto in pista per girare. Ora in versione EVO, presentata in occasione delle Finali Mondiali

SCHEDA TECNICA

Sistema HY-KERS

Potenza complessiva max 1050 cv

Coppia complessiva max >900 Nm

Potenza motore termico *860 cv @9200 rpm

Regime massimo 9400 rpm

Coppia motore termico 750 Nm @6500 rpm

Potenza motore elettrico 140 Kw (190 cv)

Motore termico

Tipo: V12, 65°

Alesaggio e Corsa: 94 x 75,2 mm

Cilindrata totale: 6262 cm3

Rapporto di compressione:13,5:1

Potenza specifica:137 cv/l

dimensioni e peso

Altezza: 1116 mm

Passo: 2665 mm

Distribuzione dei pesi: 41% ant, 59% post

Cambio

Cambio F1 doppia frizione a 7 marce

Sospensioni

Anteriori: A triangoli sovrapposti

Posteriori: Multilink

Pneumatici: (Pirelli P Zero slick sensorizzati)

Anteriori: 285/650 - R19 x10½

Posteriori: 345/725 - R20x13

Freni carbo ceramici: (Brembo)

Anteriori: 398 x 223 x 36 mm

Posteriori: 380 x 253 x 34 mm

Controlli elettronici

ESC: Controllo stabilità

Ferrari FXX-K Evo, la "vettura laboratorio" diventa ancora più estrema

È ibrida, ha più di 1.000 CV ed è un raffinatissimo "giocattolo" con cui i clienti più sportivi possono divertirsi nel campionato monomarca

La FXX-K Evo in particolare è stata completamente rivista nell'aerodinamica sfruttando l'esperienza maturata da Ferrari in categorie del motorsport come la Formula 1, il campionato GT3, GTE e Challenge, il monomarca che quest'anno segna i suoi 25 anni di attività: non passa certo inosservata la grossa ala posteriore a profilo biplano - funziona sinergicamente con lo spoiler attivo di coda - che consente di ottenere valori di carico verticale molto vicini a quelli tipicamente sviluppati dalle vetture da competizione.

LAVORO DI FINO Nessun "doping" al motore. L'evoluzione della Ferrari FXX-K passa per l'aerodinamica e per il peso. E' più leggera, con una lavorazione della fibra di carbonio degna della monoposto di F1. E ha più carico verticale - 640 chili a 200 all'ora e oltre 830 chili alla massima velocità - superiore del 23% rispetto alla precedente versione. Come? Grazie a modifiche costruttive e nuove logiche di funzionamento dell'aerodinamica attiva.

ALA FISSA Il carico aerodinamico cresce soprattutto grazie alla nuova ala fissa posteriore, dal profilo biplano, e al suo lavoro sinergico con lo spoiler attivo: la loro combinazione ne amplifica il carico. Integrata all'ala fissa, c'è una pinna che in primo luogo funge da deriva verticale aumentando la stabilità a bassi valori di angolo di imbardata, e che in seconda battuta fa da supporto a tre generatori di vortici a delta. A questi tocca il compito da un lato di pulire il campo di moto che investe l'ala dall'influenza della scia dei radiatori che evacuano sul cofano, dall'altro di generare una componente di downwash nel flusso. Componente che aumenta la capacità di carico del biplano. Insomma, è una semi-supercazzola per dire che, grazie a tutto questo, la FXX-K Evo guadagna un 10% di carico verticale.

DAVANTI Ma non è tutto. Il paraurti posteriore è stato "svuotato" per canalizzare meglio l'aria e anche l'estrattore è stato ridisegnato per generare più carico efficiente. Con un simile aumento di carico verticale al posteriore, i tecnici Ferrari hanno bilanciato le forze in campo modificando in più punti anche il frontale. La geometria dei fianchetti del paraurti, ad esempio, scavando le superfici sotto i proiettori per alloggiare una coppia di flick interrotti da una bandella verticale con scarico laterale davanti: questo sistema garantisce una efficace generazione di carico verticale (+10% rispetto alla FXX-K). L'effetto suolo, poi, è stato potenziato introducendo dei generatori di vortici sul fondo (+30%). Respirano meglio anche i freni della Evo, ridisegnati senza incrementarne la sezione.

STESSI CV Dentro l'abitacolo c'è un nuovo volante ispirato a quello della Ferrari F1, che integra anche il manettino del KERS, e c'è uno schermo da 6,5 pollici per controllare la telemetria. Nessuna novità per il motore, anzi i motori. La Ferrari FXX-K Evo, sviluppata da un pacchetto che possono richiedere anche i proprietari della versione precedente, mantiene un powertrain da 1.050 cavalli; 860 (e 750 Nm) sviluppati dal V12 aspirato del Cavallino Rampante e 190 (più 150 Nm) forniti da un motore elettrico.

In occasione delle Finali Mondiali la Ferrari ha portato al debutto in anteprima mondiale la nuova FXX-K Evo, un modello unicamente destinato all'impiego in pista che sarà prodotto in una serie estremamente limitata di esemplari e proposto come pacchetto d'aggiornamento per le vetture già esistenti. La nuova versione della sportiva scenderà in pista nei nove appuntamenti della stagione 2018-2019 del Programma XX dopo aver sostenuto 5.000 km di sviluppo e 15.000 km di test di affidabilità.

Come prima, più di prima. Come da tradizione, dopo le FXX Evo e 599XX Evo, i clienti del Programma XX potranno contare su un'auto evoluta sotto molteplici aspetti. L'obiettivo di questo aggiornamento è quello di ottenere prestazioni senza compromessi: tutto è pensato per migliorare le performance della versione da pista della LaFerrari. La Evo conferma la meccanica della FXX-K continuando a utilizzare il powertrain Hy-Kers nella versione da 1.050 CV e oltre 900 Nm: 860 CV e 750 Nm sono garantiti dal V12 6.3 litri aspirato, mentre i restanti 190 CV sono forniti da un motore elettrico. I tecnici del Cavallino hanno lavorato in sinergia con il Centro Stile Ferrari per oltre un anno, mettendo a frutto tutta l'esperienza maturata nelle varie competizioni nelle quali la Ferrari è coinvolta ufficialmente, a partire dalla Formula 1 per arrivare a GTS, GTE e Challenge. Proprio per questo motivo la FXX-K Evo, come del resto tutte le XX, non è omologata per l'uso stradale e non verrà impiegata in alcun tipo di competizione.

Più leggera. L'esperienza maturata in Formula 1 ha permesso ai progettisti di Maranello di aggiungere alcune componenti aerodinamiche riuscendo, al contempo, ad alleggerire la vettura grazie all'utilizzo di alcuni processi innovativi per la lavorazione della fibra di carbonio. Un esempio è l'ala posteriore fissa, assente sulla prima FXX-K e fondamentale per l'incremento prestazionale della Evo insieme al nuovo frontale con prese d'aria modificate e ad alcuni aggiornamenti che hanno coinvolto il fondo della vettura.

Biplano. Il livello di carico della FXX-K Evo è incrementato notevolmente grazie all'utilizzo di un'ala fissa posteriore con profilo biplano. L'impiego di questa nuova componente, sviluppata per lavorare in maniera sinergica con lo spoiler attivo posteriore amplificandone la generazione di carico, ha portato all'integrazione di una pinna centrale che ha una duplice funzione. L'elemento aumenta la stabilità a bassi valori di angolo d'imbardata agendo come deriva verticale e, in secondo luogo, supporta tre generatori di vortici a delta che, ripulendo le scie dei radiatori per migliorare l'efficienza dell'ala posteriore, creano una componente di downwash che aumenta la capacità di carico del biplano.



TRASPORTI

Nuovo treno velocissimo: con la sua nuova tecnologia ad aria compressa  HYPERLOOP sbaraglierà Italo e Frecciarossa!

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Hyperloop (lett. iperanello o iperciclo) è un'ipotesi di tecnologia futuribile per il trasporto ad alta velocità di merci e passeggeri all'interno di tubi a bassa pressione in cui le capsule sono spinte da motori lineari a induzione e compressori d'aria. L'infrastruttura legata al sistema Hyperloop dovrebbe essere costituita da un doppio tubo sopraelevato in cui possono scorrere delle capsule adibite al trasporto.

Tecnologia [modifica | modifica wikitesto]

L'interno del tubo è tenuto a bassa pressione per minimizzare l'attrito dell'aria. Le capsule si muovono su un cuscino d'aria generato attraverso più aperture nella sua base, così da ridurre ulteriormente l'attrito.[1]

L'idea è stata originariamente proposta tra il 2012 e il 2013 dall'imprenditore sudafricano Elon Musk; attualmente (2017) lo studio del sistema è portato avanti dalla Hyperloop One (già Hyperloop Technologies Inc.), dalla Hyperloop Transportation Technologies (HTT), e dalla canadese Transpod.

Le simulazioni sono state condotte in modalità collaborativa e open-source attraverso il framework OpenMDAO e non è stato depositato alcun brevetto.

Il risorto interesse nella tecnologia Vactrain è dovuto alla disponibilità di tecnologie un tempo assenti, tra cui quelle che permettono di portare e mantenere i lunghi tubi di trasporto a bassa pressione e quelle che permettono di realizzare lunghi motori elettrici lineari.

Storia e sviluppo  [modifica | modifica wikitesto]

Sotto: schema 3D delle gallerie  

L'11 maggio 2016 è stato realizzato in Nevada un primo prototipo parziale in scala 1:1, consistente in un carrello che ha raggiunto una velocità di 186 km/h dopo un'accelerazione di due secondi. Non essendo stato realizzato un sistema di frenatura, il carrello è stato fermato usando sacchi di sabbia.

Sempre a maggio 2016 è stato reso pubblico che le ferrovie russe avvieranno una collaborazione con Hyperloop Technologies Inc. per studiare la fattibilità di un collegamento tra Mosca e San Pietroburgo. Inoltre, a margine dell'11° World Congress on Railway Research tenutosi a Milano il 31 maggio 2016, anche l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Renato Mazzoncini, ha dichiarato che (nonostante in Italia, per la morfologia del territorio, tale tecnologia sia di difficile applicazione) collaborerà al progetto di sviluppo di Hyperloop.[6]

Il 2 agosto 2017 Hyperloop One ha diffuso informazioni riguardo ulteriori test effettuati nel deserto del Nevada nei quali il prototipo ha raggiunto una velocità di circa 300 km/h in un tubo depressurizzato di 500 metri di lunghezza.[7][8]

Il 28 agosto 2017 il comune di Hawthorne in California autorizza per la prima volta su suolo pubblico lo scavo di un tunnel per Hyperloop[9].

Da aprile 2018 si inizia la sperimentazione anche a Tolosa, con i tubi di HyperloopTT in un percorso di 320 metri, e dal 2019 con uno di 1 km[10].

Il 19 luglio 2018 in Cina, il governo locale della città di Tongren ha annunciato il raggiungimento di un accordo con la società californiana Hyperloop Transportation Technologies (HTT) per la costruzione di un tracciato ferroviario. Il progetto in corso nel Guizhou prevede la creazione di un partenariato tra il governo della città di Tongren e HTT, che consentirà una collaborazione economica divisa al 50% del costo iniziale di circa 10 miliardi di yuan (1,5 miliardi di dollari). Le due sussidiarie della statale China Railway Construction Corp, China Railway Maglev Transportation Investment and Construction Co e China Railway Fifth Survey and Design Institute Group, saranno coinvolte nei lavori di costruzione divisi in due operazioni distinte, con la realizzazione di una prima tratta della lunghezza di 10 km che collegherà la città con l'aeroporto. La seconda tratta, realizzata soltanto in caso di successo della prima, si estenderà per 50 chilometri dal centro cittadino fino alle pendici del monte Fanjing, una delle località turistiche più famose di Tongren.[11]

Il 3 ottobre 2018 la spagnola Airtificial completa il primo pod in scala reale per uso commerciale "Quintero One" per la partner Hyperloop TT[12].

Competizione Hyperloop Pod[modifica | modifica wikitesto]

A gennaio 2017 viene inaugurata la prima gara di velocità tra prototipi di Pod.

Il 28 agosto 2017 si conclude la seconda edizione di Hyperloop Pod Competition, gara tra squadre di ricercatori e scienziati che consiste in una gara di velocità tra prototipi di Pod e vinta dalla squadra Warr che ha proposto un "Pod" che viaggia alla velocità di 320 km/h[13].


LETTERATURA

Interessante serie romanzesca dell'autore  Rick Riordan: THE KANE CHRONICLES ambientata nel mondo delle divinità egizie.

Il primo libro della serie:

LA PIRAMIDE ROSSA


Sintesi

Dalla morte della madre, Carter è costretto a seguire in giro per il mondo il padre Julius, egittologo, e a vivere separato dalla sorella Sadie. Ai Kane sono concessi solo due giorni all'anno da trascorrere insieme, e durante uno di questi Julius decide di portare i figli al British Museum. Ma qualcosa va storto. Julius evoca una misteriosa figura. Un attimo dopo c'è una violenta esplosione e l'uomo scompare.
Carter e Sadie si trovano ad affrontare una verità inattesa e sconvolgente: gli dei dell'Antico Egitto si stanno svegliando e il peggiore di tutti, Set, ha in mente uno spaventoso progetto di caos e distruzione a livello planetario. Per salvare il padre, i due fratelli cominciano un frenetico viaggio tra Londra, il Cairo, Parigi e gli Stati Uniti, un viaggio che li porterà vicini alla verità sulla loro famiglia e sui suoi legami con la Casa della Vita, una società segreta che risale al tempo dei faraoni. Sempre più increduli, sempre più coinvolti, sempre più in pericolo, scopriranno che spesso l'apparenza inganna...

Il secondo libro della serie:

IL TRONO DI FUOCO

Sintesi

Apophys, il serpente gigante, dio del caos, sta per essere liberato dalle forze del male. Vuole distruggere il mondo e per questo è determinato a inghiottire il dio sole, Ra, il più antico e potente degli dei egizi.
Il mito vuole che Ra, minacciato da Apophys e Isis, abbia lasciato il suo trono di fuoco a Osiris e si sia lasciato cadere in un sonno eterno. Per non essere svegliato ha diviso in tre parti il Libro di Ra, un antico papiro che contiene i suoi segreti e le formule magiche per svegliarlo. Sadie e Carter Kane, figli di Julius, egittologo di fama mondiale, scoprono casualmente il terribile rischio che corre il nostro mondo e decidono di partire in cerca di Ra, l¿unica speranza di salvezza, il solo dio che sia mai stato in grado di sconfiggere Apophys. Ma prima i fratelli Kane devono recuperare le tre parti del Libro di Ra per ricomporle... e riuscirci non sarà uno scherzo!

Il terzo e ultimo libro della serie

L'OMBRA DEL SERPENTE

Sintesi

Apophis, il serpente del Caos, minaccia di sprofondare il mondo intero nella tenebra eterna. Carter e Sadie Kane si trovano ad affrontare un compito impossibile: distruggerlo una volta per tutte. Da soli, perché i maghi della Casa della Vita sono impegnati in una terribile guerra intestina e nessuno degli dei può aiutarli a combattere contro le forze del Caos.
L'unica speranza è un antico incantesimo che potrebbe trasformare la stessa ombra del serpente in una potente arma contro di lui, ma la formula è andata persa da oltre un millennio. Per riuscire a recuperarla, i fratelli Kane saranno costretti a fidarsi del fantasma assassino di un potentissimo mago, che potrebbe condurli fino all'ombra del serpente, oppure alla morte, nelle profondità degli Inferi...


SCIENZE ASTRONOMICHE

Esistono pianeti simili alla Terra? PROBABILMENTE

Esiste vita nell' universo al di fuori della Terra? FORSE

Sono vere le storie circa gli UFO? Dal punto di vista logico, scientifico e obiettivo NO

Per avere risposte più precise gli scenziati hanno iniziato la ricerca di pianeti abitabili. Una delle scoperte più rilevanti è il pianeta Kepler 62-E.

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Il pianeta, con un raggio 1,6 volte quello terrestre, è probabilmente una super Terra con superficie solida, e si trova nella zona abitabile della stella, ove è possibile la presenza di acqua liquida in superficie. Compie un'orbita attorno alla sua stella ogni 122 giorni ad una distanza di 0,427 UA, insieme agli altri 4 pianeti confermati del suo sistema stellare.[1]

Il Planetary Habitability Laboratory dell'Università di Arecibo ha calcolato la sua temperatura di equilibrio in 261 K (-12 °C), assumendo un'albedo di tipo terrestre (0,3). Considerando invece un'atmosfera simile a quella della Terra tale valore sale, per l'effetto serra, a 302 K (+29 °C), detta temperatura superficiale, valore che permette l'esistenza di acqua liquida in superficie

Alcuni studi su diversi modelli planetari suggeriscono che diversi pianeti delle dimensioni di Kepler-62-E potrebbero essere interamente ricoperti da oceani, mentre altri dimostrano che, a seconda della densità, pianeti di queste dimensioni potrebbero essere ricchi di elementi volatili ed essere dei mininettuno gassosi senza superficie solida. Un altro fattore che potrebbe compromettere l'abitabilità planetaria, sempre a causa della sua natura superterrestre, e che il pianeta potrebbe però avere un'atmosfera più densa di quanto ipotizzato, ed essere più simile a Venere (737 K).

Considerando l'ipotesi che il pianeta abbia un'atmosfera di tipo terrestre, il suo Earth Similarity Index, pari a 0,83, è il quinto più alto conosciuto.


ECOLOGIA

A causa dei rifiuti e dell' inquinamento si stano formando le cosiddette "isole di plastica". CHE COSA SONO? Scopriamolo insieme!

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-L'isola di plastica più grande

Il Pacific Trash Vortex, noto anche come grande chiazza di immondizia del Pacifico[1] (Great Pacific Garbage Patch) o semplicemente isola di plastica , è un enorme accumulo di spazzatura galleggiante (composto soprattutto da plastica) situato nell'Oceano Pacifico, approssimativamente fra il 135º e il 155º meridiano Ovest e fra il 35º e il 42º parallelo Nord[13]. La sua estensione non è nota con precisione: le stime vanno da 700.000 km² fino a più di 10 milioni di km² (cioè da un'area più grande della Penisola Iberica a un'area più estesa della superficie degli Stati Uniti), ovvero tra lo 0,41% e il 5,6% dell'Oceano Pacifico. 

Nonostante le valutazioni ottenute indipendentemente dall'Algalita Marine Research Foundation e dalla Marina degli Stati Uniti stimino l'ammontare complessivo della sola plastica dell'area in un totale di 3 milioni di tonnellate, nell'area potrebbero essere contenuti fino a 100 milioni di tonnellate di detriti. L'accumulo si è formato a partire dagli anni 80, a causa dell'azione della corrente oceanica chiamata Vortice subtropicale del Nord Pacifico(North Pacific Subtropical Gyre), dotata di un particolare movimento a spirale in senso orario, il centro di tale vortice è una regione relativamente stazionaria dell'Oceano Pacifico (ci si riferisce spesso a quest'area come la latitudine dei cavalli), che permette ai rifiuti galleggianti di aggregarsi fra di loro, formando un'enorme "nube" di spazzatura presente nei primi strati della superficie oceanica. 

Una chiazza di detriti galleggianti simile, con densità comparabili, è presente anche nell'Oceano Atlantico (è chiamata "North Atlantic garbage patch"). Molti animali come tartarughe e uccelli muoiono a causa dell'inquinamento da plastica, soprattutto a causa della sua ingestione che può provocare occlusioni o perforamento dell'apparato digestivo. 

Gli effetti per l'ambiente non sono stati ancora studiati in maniera approfondita e appaiono di difficile valutazione data l'estensione del fenomeno e le scale temporali associate, ma sono probabilmente importanti. Si pensa soprattutto alle alte concentrazioni di PCB (molto tossici e probabilmente cancerogeni) che possono entrare nella catena alimentare visto che i filamenti plastici sono difficilmente distinguibili dal plancton e quindi ingeriti da organismi marini, ma anche alla capacità della microplastica di fornire un supporto alla proliferazione di colonie microbiche di patogeni. Più in generale, è preoccupante la presenza di rifiuti pervasivi e tossici, in un ecosistema fondamentale, durante periodi di decine o centinaia di anni.

LE ALTRE ISOLE DI PLASTICA

_ la seconda più grande

South Pacific Garbage Patch

Grande 8 volte l'Italia e più estesa del Messico, la South Pacific Garbage Patch è stata scoperta recentemente al largo del Cile e il Perù dal capitano Charles Moore e il suo team di ricerca, gli stessi che nel 1977 scoprirono il Pacific Trash Vortex. L'isola ha una superficie che si aggira intorno ai 2,6 milioni di chilometri quadrati e contiene prevalentemente microframmenti di materie plastiche erose dagli agenti atmosferici.

-la terza più grande

North Atlantic Garbage Patch

Scoperta per la prima volta nel 1972, l'isola del Nord Atlantico è la seconda più grande per estensione (si stima che potrebbe sfiorare i 4 milioni di km²). Mossa dalla corrente oceanica nord atlantica, è famosa per la densità di rifiuti al proprio interno. Le stime parlano di oltre 200mila detriti per chilometro quadrato. 





TECNOLOGIA SUPER-AVANZATA

L'innovazione tecnologica da molti anni sta cambiando il nostro modo di vivere, e questo in un futuro prossimo accadrà in modo sempre più radicale, sia nel mondo dell'industria e dei servizi, del business, sia nella società e nella vita quotidiana di ognuno di noi.

Ecco che entrano in scena Robot consapevoli.

Non stiamo parlando di ferraglia con sembianze antropomorfe, ma di raffinati software che funzionano né più né meno come un vero e proprio cervello umano, permettendo ai robot di ultima generazione, quelli per intenderci che definiamo dotati di intelligenza artificiale, di considerare l'ambiente che li circonda, le condizioni del problema e infine prendere decisioni in modo autonomo.

L'impiego dei robot consapevoli avviene già in molti campi professionali.

La tecnologia robotica ha infatti già preso piede non soltanto nei terreni fertili delle industria tecnologica, come è lecito immaginare, ma anche in settori come la sanità e l'agricoltura: dalle macchine diagnostiche a quelle presenti nelle sale operatorie, passando per i droni impiegati in agricoltura per monitorare lo stato delle piante e utili per l'irrigazione. Per finire con i tanto discussi veicoli a guida autonoma.

Guida autonoma: dalla teoria alla strada.

Sono proprio i veicoli a guida autonoma, probabilmente, la prima e più grande rivoluzione percepibile da tutta la società per quanto riguarda il campo dell'intelligenza artificiale. Non una mera sostituzione dell'autista, come pensano molti, ma opportunità e nuovi mondi che si aprono, una vera e propria rivoluzione, appunto, che porterà a un radicale cambiamento dei modi di fare business, del traffico cittadino e autostradale, dell'ambiente che ci circonda.

Robot umanoidi, domestici, animali e militari: l'intelligenza artificiale trova applicazione ovunque.

I robot umanoidi sono sicuramente i più apprezzati dal grande pubblico, probabilmente perché più simili a noi. Hanno sviluppato la capacità di apprendere dall'esperienza, proprio come l'Uomo, e di simulare emozioni. Gli esperimenti più riusciti sono sicuramente iCub, il piccolo Robot messo a punto dall'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, e Asimo, il robot "sportivo" che riesce a correre o a calciare un pallone. Entrambi sono esempi di intelligenza artificiale che troverà applicazione negli impieghi più duri, difficili e pericolosi, come per esempio quello delle calamità e delle emergenze ambientali.

I robot domestici invece sono già una realtà nelle case di molti di noi: basti pensare agli aspirapolvere, alla domotica o agli elettrodomestici intelligenti, per finire con l'assistente vocale Google Home o con il giapponese Robot Pepper, o con i social robot Buddye Jibo, programmati per affiancarci nelle necessità di tutti i giorni e per tenerci compagnia.

Infine parliamo dei robot animali, utilizzati non soltanto come sofisticati giocattoli, ma principalmente per scopi militari: insetti, cani e quadrupedi saranno di grande aiuto alle forse dell'ordine, sia per compiti di attacco che di sorveglianza e ricognizione, come ad esempio lo Squalo robot, identico a uno vero, già in uso per le missioni in acque nemiche.

Il robot più intelligente del mondo: Asimo

Il non plus ultra del robot intelligente - parliamo di robot umanoidi - è un essere in tuta spaziale dal nome evocativo: Asimo, acronimo di Advanced Step in Innovative Mobility. Progettato e realizzato dalla Honda, si chiama così in onore di Isaac Asimov, pioniere della narrativa di fantascienza e inventore delle tre leggi della robotica.

Gli ingegneri del colosso automobilistico giapponese ci lavorano ininterrottamente dal 2000, da quando Asimofece il suo debutto nel campo della robotica umanoide. Da allora tre versioni, sempre più evolute, e investimenti per oltre 2 miliardi e mezzo di dollari. Il risultato è un mix di tecnologia e intelligenza artificiale concentrate in un metro e trenta d'altezza per 50 kg di peso.

Il non plus ultra del robot intelligente: un (quasi) uomo in miniatura

La prima cosa che colpisce di Asimo sono i suoi movimenti naturali. Trentaquattro servomotori, installati all'altezza delle giunture, gli consentono di camminare su superfici irregolari, correre fino a 9 km/h e svolgere mansioni che richiedono un certo grado di attenzione. Come aprire una bottiglia o afferrare un bicchiere di carta senza schiacciarlo.

Dotato di visione stereoscopica, attraverso due telecamere è in grado di identificare ed evitare ostacoli in movimento senza perdere l'equilibrio. La sua capacità di interagire con l'uomo sembra veramente sorprendente. Asimo riconosce i volti, risponde a comandi vocali semplici e distingue le voci di almeno tre persone che parlano contemporaneamente. 

Dita sofisticate, con 13 DOF, gradi di libertà, gli permettono di stringere la mano del suo interlocutore e di esprimersi nella lingua dei segni. I suoi creatori gli hanno trasmesso una vera e propria passione per lo sport: Asimo può tirare calci a un pallone, giocare a baseball o a bowling, ballare e saltare su una gamba sola. 

Il robot intelligente e i suoi "antenati"

I progressi compiuti dalla Honda nel campo della robotica vengono da molto lontano. Asimo è il risultato di una lunga gestazione iniziata nel 1986. Da E0 - due gambe robotiche in grado di procedere lentamente in linea retta - ai prototipi successivi dalla camminata più stabile e veloce. I primi veri robot umanoidi della Honda furono però quelli della serie P, costruiti tra il 1993 e il 1997, con testa, braccia, mani e comandi wireless.

150 mila euro per affittare il robot intelligente

Se desiderate avere un esemplare di un robot umanoide come Asimo, il robot più intelligente del mondo, sappiate che non è in vendita. I costi sarebbero esorbitanti. Lo si può affittare però sborsando circa 150 mila euro all'anno.

Nel mese di luglio del 2018 Honda Robotics tuttavia ha annunciato che non produrrà più modelli sperimentali di Asimo. Tutte le conoscenze che Honda ha acquisito verranno impiegate nella realizzazione di dispositivi robotici che serviranno a migliorare la vita delle persone, a partire dai disabili.

Se proprio non volete fare a meno di Asimo, potete accontentarvi comunque del modellino del robot, in vendita su Internet a circa 50 dollari. Ovviamente un po' meno intelligente dell'originale.

iCUB: robot intelligente.

iCub è un robot alto poco più di un metro (104 centimetri), proprio come un bimbo di 4 anni, e pesa 22 chili. È "figlio" di RobotCub, iniziativa dell'Unione Europea il cui obiettivo era quello di comprendere meglio i processi di apprendimento nei più piccoli proprio attraverso la realizzazione di un umanoide bambino. 

Progettato dagli undici partner del progetto, è stato sviluppato dall'Istituto Italiano di Tecnologia, e successivamente adottato da una trentina di laboratori di numerosi Paesi. La sua realizzazione ha richiesto l'impegno di un team multidisciplinare. Oggi, dopo oltre dieci anni, è la piattaforma robotica umanoide più diffusa al mondo. 

Cosa sa fare iCub, robot che non smette mai di imparare

iCub robot dispone di 53 motori grazie ai quali può muovere la testa, gli arti superiori e inferiori e la vita. Può vedere e sentire e ha il senso della sua posizione nello spazio (la propriocezione). Sa gattonare e mettersi a sedere, può afferrare e in generale manipolare oggetti grazie alle sue mani dotate di tatto, caratterizzate da nove snodi.

La comunità di sviluppatori impegnati nello sviluppo di questo umanoide è cresciuta negli anni, consentendo al robot iCub di acquisire una serie crescente di abilità. Così iCub muove le palpebre e le labbra, simula le emozioni come la sorpresa o la gioia grazie a espressioni del viso e luci.

Queste abilità sono destinate ad aumentare negli anni anche grazie al fatto che si tratta di un robot open source (software e hardware sono accessibili e modificabili da chiunque sia in grado di farlo), il che ne ha consentito la diffusione in molti centri di ricerca, anche in Giappone.

Perché si chiama iCub?

Il nome del robot iCub ha una duplice origine: la "i" deriva da "I, Robot" ("Io, Robot", nella versione italiana) i racconti di fantascienza che hanno come protagonisti i robot positronici, di Isaac Asimov, il "profeta" della robotica e il padre delle tre leggi della robotica.

Cub deriva da "mancub", ovvero "cucciolo di uomo" in lingua inglese, uno dei protagonisti del "Libro della Giungla", di Kipling.


MUSICA

Il mondo della musica continua ad evolversi. Al giorno d'oggi nuovi Dj (dilettanti e professionisti) cercano di conquistarsi i propri "15 MINUTI DI CELEBRITA'". La maggior parte di questi sono giovani e speranzosi.

In effetti il VERO futuro del mondo della musica si basa sulle capacità dei giovanissimi che possono emergere con gli studi scolastici, certo, ma soprattutto grazie alle passioni dei ragazzi d' oggi

Alcuni di questi si stanno dimostrando davvero promettenti, dal punto di vista musicale!!!

Uno dei più giovani e promettenti si appresta ad entrare nel mondo dello spettacolo. Per lui la musica è solo una passione ma potrebbe diventare un lavoro. Potremmo definirlo il maggiore esempio della musica odierna: il suo nome è LUIGI RITI -15enne-.

Luigi Riti è un cittadino capenate iscritto al Liceo Agrario. Ha 15 anni e è appassionato di musica. Precisamente, è un Dj dilettante che vanta una pagina instagram.

Lo possiamo definire un esempio vivente della musica odierna. Ritiene la musica una passione da coltivare. "Se fossi costretto chiudere la mia pagina Instagram ne aprirei subito un altra": Ecco il suo commento circa il rilevante pericolo di perder i dati necessari a mandare avanti il suo blog musicale. La specialità di questo blogger è il remix di altre canzoni.

Il logo del Dj Luigi Riti🔊
Il logo del Dj Luigi Riti🔊

Ascoltiamo un intervista:

Come è nata la tua passione per la musica? E' nata quando iniziai ad ascoltare Dj famosi. In seguito misi da parte abbastanza soldi per comprare l'attrezzatura. 

In che cosa consiste un' attrezzatura da Dj? Consiste in una console, mixer e un computre Windows 10.

Quali sono gli inconvenienti del tuo mestiere? Principalmente sono diventare famoso ma soprattutto trovare lavoro.    

Quanti seguaci hai? Per ora una trentina

E' un buon traguardo?  Sì, non è un traguardo buonissimo ma è buono.

A quali generi musicali ti dedichi maggiormente? Rock, pop,jazz e tecno.

 Spesso i Dj sono costretti a far seguire canzoni con ritmi diversi ! Coma si fa? Bisogna effettuare un preascolto e poi possiamo rendere uguali i tempi delle canzoni o effettuare un DROP che consiste nello sfumare o tagliare le canzoni.

Che differenza c'è tra un blog instagram e youtube? Su youtube le dirette vengono male a causa delle interferenze audio.

Per te quello del Dj è un mestiere o una passione? Entrambi

Hai intenzione di basare il tuo cammino didattico sulla musica? In realtà io farò il liceo agrario ma mi occuperò della musica nel tempo libero.

Quindi vorresti seguire la regola del buon contadino: mai mettere tutte le uova nello stesso cesto: se la vita da contadino ti andrà male potrai rifarti con la musica e viceversa? Sì ma il DJ lo farò lo stesso.

Hai mai avuto paura di sbagliare, soprattutto in diretta? Sì certamente ma ascoltavo sempre il mio Dj preferito che diceva di non arrendersi.

Quindi pensi che il tuo mestiere de Dj andrà bene, giusto? Sì,sempre meglio pesare positivo 

Grazie per l' intervista